SOURCE: Vacation Tracker TITLE: Casual leave: regole, giorni e perché scade URL: https://vacationtracker.io/it/glossario/casual-leave/ LANG: it PUBLISHED: 2026-10-14 UPDATED: 2026-11-02 SUMMARY: Che cos'è il casual leave, in cosa differisce dal sick leave e dall'earned leave e quanti giorni spettano ai dipendenti in India, Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka. # Casual leave: regole, giorni e perché scade Il casual leave (CL) è un congedo retribuito con breve preavviso per questioni personali impreviste: pochi giorni all’anno, presi uno o due alla volta, senza bisogno di documentazione. È uno standard in India, Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka e non ha un vero equivalente nelle politiche statunitensi, canadesi o europee. Proprio da quest’ultimo punto nasce gran parte della confusione. Il casual leave non sono ferie e non è congedo per malattia. È una terza cosa, pensata per essere consumata. ### Cosa lo rende diverso Lo definiscono tre caratteristiche, tutte volute. Non si accumula. Il casual leave non utilizzato scade a fine anno, e non è una svista di chi ha scritto le norme. Il Labour Act del Bangladesh lo dice chiaramente: “it shall not be accumulated and the leave of any year shall not be availed in the succeeding year.” Il casual leave è una riserva per gli imprevisti, non un saldo da mettere da parte. Non si può monetizzare e non viene liquidato alla cessazione del rapporto. A differenza dell’earned leave (https://vacationtracker.io/it/glossario/earned-privilege-leave/) non ha valore economico, ed è proprio per questo che le aziende possono concederlo con tranquillità. Ha un limite per ogni assenza. La maggior parte delle politiche consente due o tre giorni consecutivi. La logica sta nel nome: quando un’assenza si allunga, smette di essere «casual» e deve essere scalata dall’earned leave o dal congedo per malattia. Le mezze giornate sono comuni e si adattano bene al suo scopo. Al dipendente offre ciò che nessun altro tipo di congedo offre: un giorno libero senza dover dare spiegazioni. È questa la sua funzione, ed è proprio ciò che scompare quando un’azienda globale lo fa confluire in un unico monte PTO. ### India Il casual leave è associato soprattutto all’India, dove nella pratica è quasi universale, ed è anche il tipo di congedo con la base giuridica più debole tra i tre principali. Nessuna legge centrale lo prevede. Il Factories Act 1948 prevede le ferie annuali retribuite e nient’altro. L’Occupational Safety, Health and Working Conditions Code, 2020, in vigore dal 21 novembre 2025, ha codificato l’earned leave, il suo accumulo, il limite di riporto e la monetizzazione, e non ha toccato il casual leave. Deriva invece dallo Shops and Commercial Establishments Act dello Stato di riferimento o dalla politica aziendale. Le conseguenze contano più del numero di giorni: - Il diritto va di solito da 6 a 12 giorni all’anno, fissato Stato per Stato - Alcuni Stati riuniscono casual leave e congedo per malattia in un unico contatore invece di gestirli separatamente - Alcune leggi statali non lo prevedono affatto: dove un’azienda lo offre, è un diritto contrattuale, non di legge Le tabelle pubblicate Stato per Stato non concordano tra loro, anche per Stati importanti. Verifica la legge dello Stato in cui operi invece di affidarti a un riassunto, compreso questo. ### Nel resto dell’Asia meridionale Fuori dall’India il diritto è previsto dalla legge ed è più chiaro. Il Bangladesh concede 10 giorni a retribuzione piena per anno solare in base alla sezione 115 del Labour Act 2006, espressamente non cumulabili; sono esclusi i lavoratori delle piantagioni di tè. Il Pakistan prevede 10 giorni a retribuzione piena in base al Factories Act 1934, senza certificato medico; il congedo per malattia è separato e il certificato lo richiede. Lo Sri Lanka prevede 7 giorni in base allo Shop and Office Employees Act. Nel primo anno matura in ragione di un giorno ogni due mesi di servizio completati e può essere usato nello stesso anno, cosa che in genere non vale per le ferie annuali. ### Un chiarimento Il «casual leave» viene a volte confuso con i diritti ai congedi dei casual workers, cioè i lavoratori occasionali o a zero ore nel senso britannico, irlandese e australiano. Sono concetti diversi che condividono una parola: in un award australiano, «casual» indica una tipologia di rapporto di lavoro, non un tipo di congedo. ### Gestirlo in una politica - Mantienilo come tipo di congedo (https://vacationtracker.io/it/glossario/tipo-di-congedo/) a sé, con regole proprie, separato dalle ferie e dal congedo per malattia - Indica chiaramente la scadenza e mostra la data limite: una scadenza silenziosa a fine anno viene percepita come qualcosa che ti viene tolto - Limita i giorni consecutivi, così il confine con l’earned leave è chiaro prima che qualcuno lo metta alla prova - Non chiedere una motivazione. Chiederla elimina l’unica cosa che rende il casual leave diverso - Escludilo dalla monetizzazione e dalla liquidazione finale, e dillo chiaramente: i dipendenti spesso pensano il contrario ### Domande frequenti A cosa serve il casual leave? A questioni personali brevi e impreviste: un impegno familiare, una commissione che non si può spostare, una giornata in cui semplicemente non si riesce a lavorare. Di norma non serve alcuna documentazione. Il casual leave si può riportare o monetizzare? Né l’uno né l’altro. Scade a fine anno per sua natura e non ha valore economico: è questa la differenza principale rispetto all’earned leave. Quanti giorni spettano ai dipendenti? Dipende dal Paese e, in India, dallo Stato: di solito da 6 a 12 giorni, con 10 giorni previsti dalla legge in Bangladesh e Pakistan e 7 in Sri Lanka. Il casual leave è la stessa cosa del congedo per malattia? No, anche se alcuni Stati indiani li riuniscono in un unico contatore. Dove sono separati, il congedo per malattia di solito richiede un certificato oltre pochi giorni, mentre il casual leave non lo richiede mai. Questa voce fornisce informazioni generali e non costituisce consulenza legale. I diritti al casual leave variano in base al Paese e, in India, in base allo Stato: verificali rispetto alla legge applicabile prima di applicarli.