SOURCE: Vacation Tracker TITLE: Congedo mestruale: quali Paesi lo prevedono e chi lo usa URL: https://vacationtracker.io/it/glossario/congedo-mestruale/ LANG: it PUBLISHED: 2026-10-15 UPDATED: 2026-11-02 SUMMARY: Quali Paesi prevedono per legge il congedo mestruale, come funziona il modello spagnolo e perché quasi ovunque esista viene usato poco. # Congedo mestruale: quali Paesi lo prevedono e chi lo usa Il congedo mestruale è un’assenza dal lavoro per mestruazioni dolorose o invalidanti, concessa come categoria a sé invece di essere scalata dal congedo per malattia generale. Pochi Paesi lo prevedono per legge; la maggior parte no. È uno dei pochi tipi di congedo alle cui spalle ci sono ottant’anni di dati, e i dati sono coerenti in un modo scomodo. ### Dove esiste Il Giappone (https://vacationtracker.io/leave-laws/asia/japan/) è il Paese che lo prevede da più tempo. Dal 1947 l’articolo 68 del Labour Standards Act impone alle aziende di concedere il congedo mestruale su richiesta. L’azienda deve consentire l’assenza ma non è obbligata a retribuirla. La Corea del Sud prevede un giorno al mese su richiesta in base al suo Labour Standards Act, e chi non lo prende ha diritto a una retribuzione aggiuntiva. Taiwan concede tre giorni all’anno in base all’Act of Gender Equality in Employment, separati dai 30 giorni standard di congedo per malattia. L’Indonesia prevede due giorni al mese in base al Labour Act n. 13 dal 2003, e lo Zambia un giorno al mese dal 2015. La Spagna è diventata il primo Paese europeo a legiferare, con effetto dal 1° giugno 2023. Il suo modello è particolare: copre il dolore mestruale grave, comprese condizioni come l’endometriosi e la sindrome dell’ovaio policistico, richiede che un medico certifichi l’inabilità temporanea, non ha un limite di giorni ed è pagato dalla Seguridad Social dal primo giorno senza un periodo minimo di contribuzione, mentre l’indennità di malattia ordinaria spagnola parte dal terzo giorno. Il costo ricade sullo Stato, non sull’azienda, per scelta. Altrove il congedo mestruale esiste come politica aziendale più che come legge, e diversi Stati indiani hanno adottato misure per il personale del settore pubblico o per gli studenti. ### Il problema dell’utilizzo Ottant’anni di dati giapponesi e tre anni di dati spagnoli concordano su questo punto. In Giappone, meno del 10% delle donne prende il congedo mestruale (https://www.nikkei.co.jp/nikkeiinfo/en/global_services/nikkei-bp/less-than-10-of-female-employees-take-menstrual-leave.html) e, tra quelle la cui azienda ha una politica in materia, solo l’1,9% lo prende quasi ogni volta. I motivi indicati in un sondaggio del 2021 su quasi 2.000 lavoratrici non erano medici: la riluttanza a chiederlo a un responsabile uomo (61,8%), la riluttanza perché poche colleghe lo prendono (50,5%), il non voler pesare sul team (36,2%). La Spagna va nella stessa direzione. Nei primi undici mesi circa, il congedo mestruale è stato preso 1.559 volte in tutto il Paese: una media di 4,75 persone al giorno in tutta la Spagna (https://www.peoplemanagement.co.uk/article/1876316/year-spains-menstrual-leave-law-%E2%80%93-learned), per circa tre giorni ciascuna. ### La questione del modello Entrambi i risultati dipendono dalla stessa caratteristica. Ogni regime di congedo mestruale richiede che qualcuno indichi il motivo dell’assenza, ed è proprio questo che le persone evitano. Le due leggi collocano questo ostacolo in punti diversi. Quella giapponese chiede alla dipendente di dirlo al proprio responsabile. Quella spagnola le chiede di ottenere una diagnosi medica, difficile da avere per una condizione episodica e poco servita dalle visite di routine. Nessuna delle due elimina la necessità di rivelare il motivo; la sposta. C’è un secondo argomento che vale la pena conoscere, perché nasce all’interno dello stesso fronte che sostiene la misura: alcuni ricercatori temono che un diritto con un nome e specifico per genere possa rendere le aziende, senza dirlo, più caute nell’assumere donne. Altri ribattono che un diritto senza nome lascia il bisogno invisibile. Il dibattito è aperto, e i dati sugli effetti sulle assunzioni sono scarsi in entrambe le direzioni. La conclusione pratica è più circoscritta e più solida: i regimi che non richiedono un motivo vengono usati, quelli che lo richiedono no. Diverse aziende hanno concluso che giorni di malattia flessibili generici, una reale possibilità di lavorare da remoto e responsabili che non fanno interrogatori sulle assenze brevi danno più risultati di una politica con un nome che nessuno usa. ### Nord America e altri Paesi Né gli Stati Uniti né il Canada prevedono per legge il congedo mestruale, a nessun livello. L’assenza per sintomi mestruali passa per il normale congedo per malattia e, se una condizione come l’endometriosi è grave e di lunga durata, può far scattare gli obblighi di accomodamento della disabilità previsti dall’ADA o dai codici provinciali sui diritti umani. Anche il Regno Unito non prevede un diritto di legge, anche se un numero crescente di aziende adotta politiche volontarie, spesso insieme al sostegno per la menopausa. Approfondisci sul nostro blog: Congedo mestruale: privilegio o diritto fondamentale? (https://vacationtracker.io/blog/is-menstrual-leave-a-privilege-or-basic-right/) Questa voce fornisce informazioni generali e non costituisce consulenza legale o medica. I diritti previsti dalla legge variano in base al Paese e cambiano nel tempo: verificali a livello locale prima di applicarli.